Da Venezia a San Donà, la cultura si costruisce insieme: presentato SDOPFEST27 – Cultura in relazione.

All’Hotel Excelsior, nello spazio della Regione del Veneto e della Veneto Film Commission, durante l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, San Donà Opportunity APS ha presentato la terza edizione di SDOPFEST – Cultura in relazione, in programma dal 25 al 30 gennaio 2027. Un appuntamento che ha raccontato non solo il programma del Festival, ma soprattutto un modello di partecipazione nel quale i giovani sono chiamati a essere protagonisti della costruzione culturale del territorio.

Venezia è stata ancora una volta il luogo naturale per raccontare un progetto che nel cinema e nella cultura ha trovato negli anni uno dei propri strumenti più potenti: creare relazioni, generare partecipazione e dare ai giovani la possibilità concreta di costruire cultura.

A presentare e accompagnare l’incontro è stata Anna Furlan, componente del direttivo di San Donà Opportunity e coordinatrice del gruppo Eventi, che ha introdotto i diversi momenti della presentazione e moderato il dialogo con gli ospiti.

Al suo fianco, i protagonisti di un progetto che cresce proprio attraverso la collaborazione tra competenze e generazioni: la presidente Eleonora Cadamuro, la direttrice artistica Federica Digito, il direttore tecnico Riccardo Prosperi e il direttore artistico della sezione cinema Manlio Castagna.

L’incontro è stato anche l’occasione per presentare per la prima volta pubblicamente Eleonora Cadamuro nel suo nuovo ruolo di presidente dell’associazione, e per raccontare il percorso che ha portato SDOP a trasformarsi da esperienza associativa giovanile in un vero e proprio ecosistema di collaborazioni tra giovani, scuola, istituzioni, imprese, professionisti e territorio.

La nuova presidente e un’associazione costruita dai giovani

Nel suo intervento, Eleonora Cadamuro ha raccontato il percorso di San Donà Opportunity e il modello partecipativo che ne caratterizza l’attività: una realtà nella quale i giovani non sono semplicemente destinatari delle iniziative, ma entrano progressivamente nei processi di ideazione, progettazione, organizzazione, comunicazione e valutazione.

Un vero e proprio ecosistema nel quale scuola, giovani, istituzioni, imprese, associazioni e territorio lavorano insieme per costruire occasioni culturali e formative.

Al centro di questo modello c’è il COG – Comitato Organizzativo Giovani, cuore operativo del Festival.

Studenti delle scuole superiori, giovani universitari e professionisti che hanno mosso i primi passi proprio all’interno di SDOP lavorano insieme alla realizzazione del Festival, affiancati da adulti, docenti e professionisti.

Un percorso nel quale la formazione avviene attraverso l’esperienza reale: organizzare un evento, accogliere un ospite, moderare un incontro, curare la comunicazione, produrre contenuti, confrontarsi con partner e istituzioni, contribuire alla gestione delle risorse.

Non una simulazione, dunque, ma un’esperienza concreta di cittadinanza, responsabilità e lavoro culturale.

È questa una delle caratteristiche che rendono SDOPFEST qualcosa di più di una rassegna: un progetto nel quale i giovani imparano facendo e, progressivamente, assumono responsabilità sempre maggiori.

Tre sezioni, un’unica idea di cultura

A presentare il progetto artistico e culturale di SDOPFEST27 – Cultura in relazione è stata Federica Digito, direttrice artistica dell’associazione, che ha illustrato il palinsesto della terza edizione e le tre sezioni attraverso cui il Festival svilupperà il tema della relazione.

SDOPCinema sarà il cuore cinematografico del Festival: una rassegna rivolta alle scuole di ogni ordine e grado e alla cittadinanza, con opere provenienti da festival nazionali e internazionali, incontri con autori e professionisti e momenti di confronto dopo le proiezioni.

SDOPTalk porterà invece al centro documentari e docufilm come strumenti per leggere la contemporaneità, affrontando temi sociali e civili attraverso il dialogo con autori, testimoni ed esperti.

SDOPLab sarà infine lo spazio dedicato alla formazione e alla sperimentazione, con laboratori sui mestieri del cinema e dell’audiovisivo, dalla fotografia al doppiaggio, dal sound design alla narrazione, insieme a percorsi dedicati alla moderazione, al public speaking e alla progettazione culturale.

Tre sezioni diverse, ma un’unica direzione: trasformare la cultura da esperienza da consumare a esperienza da vivere, condividere e costruire insieme.

Dal laboratorio alla produzione: nasce la crew di SDOP

Proprio nell’ambito di SDOPLab, Federica Digito ha annunciato una delle novità più significative del percorso che accompagnerà SDOP verso il 2027.

Dopo il laboratorio di sceneggiatura realizzato lo scorso anno con Lucio Besana, che ha coinvolto un gruppo di giovani di SDOP, il percorso farà un ulteriore passo avanti: a novembre sarà realizzato il cortometraggio sviluppato attraverso quell’esperienza, prodotto da San Donà Opportunity e realizzato dalla crew di SDOP.

Il progetto sarà sostenuto grazie alla collaborazione di FORCOOP CORA Venezia e Fondazione Terra d’Acqua.

È un passaggio importante perché porta la formazione oltre il laboratorio: dall’apprendimento alla produzione, dalla sperimentazione alla realizzazione concreta di un’opera audiovisiva.

I giovani non saranno soltanto chiamati a conoscere i mestieri del cinema, ma potranno sperimentarli direttamente all’interno di una produzione reale, lavorando insieme e assumendo responsabilità diverse lungo il processo creativo e produttivo.

Un altro tassello di quel percorso che trasforma i giovani da destinatari della cultura in autori, collaboratori e protagonisti dei processi culturali.

Manlio Castagna: dove si respira verità, gli artisti ritornano

È forse nelle parole di Manlio Castagna che si trova una delle chiavi più profonde di ciò che SDOP ha costruito negli anni. Parlando del rapporto tra il Festival e gli artisti che lo hanno incontrato, ha raccontato un’esperienza fatta di “verità, genuinità e franchezza”. E ha aggiunto un dato che per SDOP vale più di molti numeri: gli artisti ritornano.

Non tornano soltanto perché invitati. Tornano perché qualcosa dell’esperienza vissuta a San Donà è rimasto. Perché dietro gli incontri, le proiezioni e i palchi c’è una relazione autentica con i ragazzi, con le persone, con un territorio che non chiede soltanto di essere attraversato, ma invita a fermarsi e a partecipare.

È da questa prospettiva che Anna Furlan ha aperto il dialogo con Castagna, ponendogli alcune delle domande che stanno al centro del modello SDOP: quanto conta permettere ai giovani di non essere semplici spettatori, ma di entrare nel processo attraverso cui la cultura viene scelta, costruita e condivisa? E che cosa può spingere un professionista, dopo aver conosciuto una realtà, a tornarci e a continuare a credere nel suo percorso?

La risposta, forse, è proprio in quelle tre parole: verità, genuinità, franchezza.

Perché quando una relazione è autentica, non finisce quando si spengono le luci di una sala.

Rimane. E fa venire voglia di tornare.

I TalentFilm al lavoro a Venezia

A Venezia, accanto alla direzione artistica, erano presenti anche i giovani del gruppo TalentFilm, impegnati durante la Mostra nella ricerca e nella visione delle opere da proporre per la rassegna dedicata alle scuole superiori.

Un’esperienza particolarmente significativa: i ragazzi non arrivano a Venezia semplicemente per assistere alla Mostra, ma per guardare, scegliere, discutere e contribuire alla costruzione del programma che tornerà a San Donà.

Affiancati e coadiuvati da Manlio Castagna, i TalentFilm stanno vivendo così una delle esperienze più avanzate del modello SDOP: confrontarsi direttamente con il cinema contemporaneo e assumere una responsabilità nelle scelte culturali del Festival.

Anche questa è formazione: imparare a scegliere, argomentare una scelta, confrontarsi con punti di vista differenti e comprendere che programmare cultura significa assumersi una responsabilità nei confronti del pubblico che quella cultura incontrerà.

Un’anteprima e nuovi nomi per SDOPCinema

Nel corso dell’incontro, Manlio Castagna ha inoltre annunciato un’importante anteprima che entrerà nel programma di SDOPCinema e ha anticipato che saranno numerosi e significativi i professionisti e gli ospiti attesi a San Donà per la terza edizione.

I nomi non sono ancora tutti annunciabili e saranno comunicati progressivamente nei prossimi mesi.

Una scelta necessaria, ma anche un modo per lasciare aperta una delle attese della nuova edizione: un Festival che sta costruendo il proprio programma attraverso una rete sempre più ampia di relazioni con il mondo del cinema e della cultura.

I numeri di un Festival che cresce

A raccontare la dimensione raggiunta da SDOPFEST e le prospettive della prossima edizione è stato Riccardo Prosperi, direttore tecnico di San Donà Opportunity, che ha presentato i numeri della seconda edizione e illustrato la crescita prevista per il 2027.

Lo scorso anno SDOPCinema ha coinvolto 6.700 studenti di 12 Istituti del Basso Piave, ai quali si sono aggiunti circa 100 giovani partecipanti ai laboratori formativi e altrettanti ragazzi coinvolti nel COG – Comitato Organizzativo Giovani, impegnati non soltanto nella partecipazione alle attività, ma nella loro organizzazione, gestione e comunicazione.

Numeri che raccontano la dimensione raggiunta da un’esperienza ormai radicata nel territorio, ma che soprattutto indicano una direzione precisa.

Per la terza edizione SDOPFEST punta a un’ulteriore crescita, con l’obiettivo di raggiungere circa 9.000 studenti, ampliando la rete a 18 istituti scolastici e portando il Festival da 5 a 10 Comuni coinvolti. Un’espansione che permetterà di raggiungere nuove comunità e nuovi giovani, estendendo progressivamente la rete culturale ed educativa costruita da SDOP nel Veneto Orientale.

Una crescita non soltanto nei numeri, dunque, ma nella capacità del Festival di mettere in relazione scuole, giovani, istituzioni e territorio, portando sempre più persone dentro un’esperienza culturale condivisa.

Prosperi ha quindi illustrato la rete di sostenitori e partner che accompagna il progetto, sottolineando come la crescita di SDOPFEST sia possibile grazie alla collaborazione tra realtà differenti, accomunate dalla volontà di investire nella cultura, nella formazione e nelle nuove generazioni.

Una rete che rende possibile il Festival

La presentazione veneziana è stata anche l’occasione per sottolineare il valore della rete istituzionale, associativa ed economica che accompagna SDOPFEST27 e ne rende possibile la realizzazione.

Un progetto che nasce e cresce nel territorio del Veneto Orientale e che può contare sul sostegno della Regione del Veneto, della Città Metropolitana di Venezia e delle Amministrazioni del Basso Piave, insieme alla collaborazione di scuole, associazioni, realtà culturali, imprese e professionisti.

È proprio questa dimensione di rete a rappresentare uno degli elementi qualificanti di SDOPFEST: un Festival che non si limita a proporre eventi culturali, ma costruisce connessioni e mette in relazione energie diverse del territorio.

Sponsor
Il Festival è sostenuto da:

  • BCC Pordenonese e Monsile
  • ATVO
  • Coso Design
  • DOLGEL
  • METALGALANTE/CARMIX
  • Hotel Forte del 48
  • E.ON

Partner
Collaborano al progetto:

  • Casa Religiosa Don Bosco
  • FORCOOP CORA Venezia
  • Skriba
  • Lago Film Festival
  • CG Education
  • Libreria Raggiungibile
  • Associazione Provinciale ANTEAS Servizi Venezia APS
  • Condivivendo ODV
  • Itaca
  • Associazione NOI Noventa
  • Il Nocciolo ETS
  • Allianz – Agenzia di Gary Regazzo

A tutti loro va il ringraziamento di San Donà Opportunity per aver scelto di accompagnare SDOPFEST27 e di investire, insieme all’associazione, in un progetto che considera la cultura non soltanto come proposta di eventi, ma come strumento di crescita, formazione, partecipazione e costruzione di comunità.

Da Venezia a San Donà

La presentazione all’Hotel Excelsior ha rappresentato molto più di un’anticipazione del programma.

È stata la fotografia di un progetto che continua a crescere e che, anno dopo anno, amplia la propria rete, le proprie responsabilità e la propria capacità di coinvolgere il territorio.

Da Venezia a San Donà, il percorso è già iniziato: i TalentFilm stanno scegliendo le opere, il COG sta lavorando all’organizzazione, i laboratori stanno diventando nuove produzioni e il programma del Festival prende progressivamente forma.

A novembre, la crew di SDOP entrerà sul set per trasformare un laboratorio di sceneggiatura in un cortometraggio.

A gennaio, migliaia di studenti torneranno a incontrare il cinema, i documentari, gli autori e i professionisti.

E centinaia di giovani continueranno a lavorare dietro le quinte perché tutto questo possa accadere.

SDOPFEST27, dal 25 al 30 gennaio 2027, porterà nel Veneto Orientale cinema, documentari, incontri, laboratori e formazione, coinvolgendo studenti, docenti, famiglie, cittadini, professionisti e giovani volontari.

Ma soprattutto continuerà a sperimentare un’idea semplice e ambiziosa:
la cultura non è qualcosa che semplicemente si riceve. È qualcosa che si costruisce insieme.
Ed è forse questa la cosa più importante emersa da Venezia.

Non che SDOP stia preparando un altro Festival.
Ma che una comunità di giovani stia imparando, concretamente, a costruirlo.

La prossima tappa sarà San Donà.
E questa volta, oltre a scegliere e raccontare il cinema, saranno anche loro a farlo.